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Lido 84: chiusura o nuovo inizio?

  • Elsa Mazzolini
  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

lido 84

La notizia della chiusura di Lido 84 rappresenta un momento importante e sorprendente per la ristorazione italiana. Dopo dodici anni di attività, uno dei cuori pulsanti dell’alta cucina italiana e internazionale chiuderà i battenti il 22 marzo 2026 in seguito a un sobrio comunicato dei fratelli Riccardo e Giancarlo Camanini sui social.

Lido 84 non è certo un ristorante qualunque: dalle sponde del Lago di Garda era diventato un laboratorio di cucina contemporanea, spingendo sul dialogo tra tradizione e tecnica, e raccogliendo vari riconoscimenti, come la stella Michelin e una posizione di rilievo nella classifica The World’s 50 Best Restaurants – addirittura tra i migliori 20 locali al mondo e prima realtà italiana nella graduatoria più recente.

 

Ciò che colpisce è che la scelta non arriva in un momento di declino o crisi manifesta, ma quando l’insegna è ancora simbolo di eccellenza riconosciuta a livello globale, con liste di attesa ancora lunghissime.

La decisione di interrompere un percorso così forte e riconosciuto apre molte riflessioni sul valore di successo nel nostro settore: non sempre il consenso esterno si traduce in sostenibilità personale e professionale, e la gestione di un progetto così impegnativo richiede spesso un equilibrio tra obiettivi di carriera, qualità di vita e desideri creativi.

Molti tuttavia ipotizzano che la chiusura sia dovuta, più semplicemente, alla scadenza del contratto d’affitto del locale: bravi i Camanini ad aver tenuto un profilo basso sulle reali motivazioni della chiusura.

 

Nel comunicato si percepisce infatti solo gratitudine e serenità, una sorta di passaggio di consegna simbolico alle future generazioni di chef e professionisti che hanno passato parte della loro formazione lì.

Si ringraziano collaboratori, fornitori e una brigata di circa cento ragazzi che hanno contribuito al viaggio professionale.

A mio avviso questa chiusura è la fine di una stagione e l’inizio di una ulteriore possibilità di rinnovamento. Lido 84 ha contribuito in maniera significativa alla visibilità internazionale della cucina italiana non tradizionale: non solo tecnica o spettacolo, ma capacità di raccontare territorio, cultura e contemporaneità.

La decisione di chiudere ora, quando il progetto è ancora vivo e riconosciuto, rivela una coscienza professionale e personale rara, in un mondo dove spesso il valore commerciale può prevalere sulla libertà creativa e sulla qualità di vita.

 

Rimane ora da vedere quale sarà il prossimo capitolo per i Camanini: di sicuro emergeranno nuove idee, magari meno legate alle pressioni di posizionamento su classifiche e più orientate a formazione, consulenza o a una nuova apertura altrove. Per il panorama gastronomico italiano resta una perdita significativa, ancorchè provvisoria, secondo me, ma anche uno spunto di riflessione su cosa significhi fare cucina oggi.

Credo che questa chiusura sia un segnale forte per tutto il settore: la ristorazione di alto livello non può più essere pensata come una maratona infinita alimentata solo da reputazione e condizionamenti esterni.

Serve spazio per ripensare i modelli, i tempi, le energie. Lido 84 non scompare ma conclude un proprio ciclo in modo coerente, lasciando un’eredità culturale e professionale che pesa più di molte insegne ancora accese. Aspettiamo fiduciosi i prossimi sviluppi…

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