BUTTAFUOCO STORICO
- La Redazione

- 4 giorni fa
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IL POTENTE ROSSO DELL’OLTREPÒ PAVESE

Al buta me al feüg", in dialetto lombardo "brucia come il fuoco". È il Buttafuoco Storico, il potente rosso dell'Oltrepò Pavese, in Lombardia, ottenuto dalla vinificazione congiunta di Croatina, Barbera, Uva Rara, Ughetta di Canneto o Vespolina, tutte uve autoctone. Abbracciato da due torrenti - il Versa e lo Scuropasso - l'areale di produzione del Buttafuoco Storico, compreso nei comuni di Canneto Pavese, Montescano, Castana e parte dei comuni di Broni, Stradella, Cigognola, Pietra de’ Giorgi in provincia di Pavia, si estende su di una superficie soli di 22 ettari, estremamente feconda e vocata alla produzione enologica. Una enclave particolarissima all'interno della denominazione Buttafuoco Doc, oggi tutelata dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.
Come in Mesopotamia i fiumi Tigri ed Eufrate assicuravano raccolti ricchi e nutrienti, così "lo Sperone di Stradella" - il nome con cui è conosciuta questa piccola porzione di territorio delimitato dai due torrenti - dà vita ad un vino esemplare, unico nel panorama enologico italiano. Un vino che non ha eguali e che riassume in sé la concezione olistica di essere un insieme di contraddizioni.
Il Buttafuoco storico è un vino fermo in terra di vini mossi; un vino da lungo invecchiamento in una zona dove prevale la pronta beva; un vino secco in un territorio dove, in genere, l’amabilità dei vini la fa da padrone.
Mai così bene come nel caso del Buttafuoco Storico, il vino è l’immateriale astrazione dei misteri profondi che sono nascosti nel suolo. Lo Sperone di Stradella è costituito infatti da matrici geologiche diverse e antiche, da una collina stratificata di terreni sabbiosi, argille e arenarie, dove le radici delle viti riescono a spingersi fino a 10 mt di profondità per attingere all'acqua anche nelle stagioni più calde.
Proprio questo suolo - nato da un accavallamento tra la placca appenninica e la placca alpina, al di sotto della Pianura Padana - oggi comunemente diviso in tre sottozone - a nord le Ghiaie, al centro le Arenarie, a sud le Argille - dà al Buttafuoco Storico quell’impronta per cui è da tutti riconosciuto: alcolicità, acidità, tannino e corpo.
Il Buttafuoco è un vino, dunque, saldamente legato alla sua terra, ma meglio ancora legato alla vigna, ad una vigna specifica, che in quella terra affonda le sue radici: ciascun Buttafuoco Storico infatti riporta orgogliosamente in etichetta il nome della vigna da cui lo si produce e che lo definisce, nella sua diversità, da quello delle altre. Un unicum.
BUTTAFUOCO STORICO: COME SI COSTRUISCE LA LEGGENDA
Unici sono la storia del nome, del marchio del Buttafuoco Storico e il suo rigido regolamento.
Il nome - Innanzitutto, il Buttafuoco è un vino che celebra una battaglia non combattuta. La leggenda vuole infatti che il nome sia il ricordo di una battaglia perduta da una compagnia di marinai imperiali, impegnati in operazioni di traghettamento sul fiume Po nei pressi di Stradella e successivamente spostati sulle colline pavesi per la guerra contro i franco-piemontesi. Non contenti del nuovo "impiego", i marinai si nascosero in una cantina dove un vino del luogo, chiamato Buttafuoco, ebbe più successo del fuoco della battaglia nell’attirare a sé i baldi marinai che fecero strage di botti e bottiglie.
Il logo - Il marchio adottato è composto da un ovale, rievocazione della botte tipica dell’Oltrepò Pavese, il ciüf, sostenuto dalla scritta Buttafuoco e dal quale si dipartono due nastri rossi rappresentativi dei due torrenti, il Versa e lo Scuropasso, che delimitano la zona storica di produzione; all’interno la sagoma di un veliero sospinto da vele infuocate a ricordare che, nella seconda metà del 1800, la Marina Imperiale austro-ungarica varò una nave dal nome “Buttafuoco”.
Le regole severe - Solo uve provenienti da vigne che storicamente hanno negli anni generato buttafuoco di altissima qualità, posizionate all’interno della “zona storica” e iscritte all’albo vigneti di Regione Lombardia con il loro nome tradizionale. Pratiche colturali che devono mirare alla ricerca della massima qualità̀ e al rispetto dell’ambiente - basse produzioni, inerbimento, concimazioni organiche - conservando il ciclo vitale delle piante.
L’uvaggio, esclusivamente costituito da uve autoctone dell’Oltrepò Pavese: Croatina, Barbera, Uva Rara, Ughetta di Canneto. La commissione di campagna dedicata che controlla costantemente le Vigne e decide la data della vendemmia. La vinificazione delle 4 uve obbligatoriamente in maniera congiunta un unico vaso vinario. La permanenza in botti di rovere per almeno 12 mesi e l’affinamento nella Bottiglia Storica. Il Bollino che riporta il numero progressivo e il numero dei fuochi, punteggio dell’annata, deciso da una commissione esterna di Cantina, secondo la scheda dell’Union International des Oenologues.
da 80/100 a 85/100 tre fuochida 86/100 a 90/100 quattro fuochida 91/100 a 95/100 cinque fuochida 96/100 a 100/100 sei fuochi
IL VINO
È un vino icona: con le dovute differenze tra bottiglia e bottiglia, nel Buttafuoco Storico al naso si apprezzano sentori di fiori freschi, come il glicine, la viola, l’iris; di frutta rossa, prime fra tutte la marasca, la mora e la prugna; di spezie - cannella, chiodo di garofano, pepe, ginepro, canfora. Al palato il vino è caldo, con un marker alcolico generalmente pronunciato, mitigato dall’acidità e in equilibrio con i tannini solitamente ben gestiti. Dopo la permanenza nel bicchiere emergono piacevoli sentori di cioccolato, vaniglia e amaretto, e in bocca è lunga la persistenza.
La base ampelografica, la macerazione congiunta, la vinificazione, l’affinamento
Il profumo e il sapore di questo vino sono lo specchio delle caratteristiche organolettiche del suo territorio, grazie alla fermentazione con macerazione congiunta. I produttori conoscono terroir e potenzialità dell’Oltrepò: il Buttafuoco Storico è frutto di uve dalla resa diversa: Croatina che regala al vino l’intensità tannica, il colore e i sentori di frutta rossa; poi Barbera, che forma con la sua acidità la spina dorsale del vino e permette una maggiore estrazione dalle vinacce della Croatina; Ughetta di Canneto e Uva Rara, due uve importanti che danno note di eleganza e una piacevole austerità. Non si parla di percentuali di uve nel vino ma di ceppi nella vigna, un parametro che porta ogni anno a proporzioni di uve diverse nel vino finale.
È così che avviene l’alchimia del Buttafuoco Storico, un rosso unico che raggiunge facilmente i 14/15 gradi, mantenendo sempre la sua complessa eleganza.
Il Buttafuoco Storico è disponibile in un'unica tipologia: la vinificazione di tutte le uve provenienti dalle Vigne Storiche avviene in un unico vaso vinario. L’affinamento in botti di legno di rovere deve durare almeno dodici mesi; successivamente la permanenza nella storica bottiglia almeno per sei mesi. Qualunque sia la scelta del produttore, ogni annata di Buttafuoco può essere messa in commercio solo dopo almeno 36 mesi dalla vendemmia.
IL CLIMA E L'ESPOSIZIONE
Il clima è abbastanza freddo in inverno, ma caldo e ventilato in estate e lo Sperone di Stradella sovrasta le nebbie del catino padano. La felice esposizione delle vigne permette una lunga insolazione giornaliera, mentre nelle ore serali correnti ascensionali calde si insinuano fra i filari. Tutto ciò garantisce una maturazione graduale e completa dei grappoli.
Questo territorio seppur piccolo, è caratterizzato da ambienti sia geologici che pedologici molto differenti, da cui deriva la peculiarità di ogni vigna di esprimere un carattere assolutamente originale nei vini da essa prodotti.




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