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Torre Rosazza si misura col tempo: Pinot Grigio e Friulano

  • Elsa Mazzolini
  • 6 lug
  • Tempo di lettura: 5 min

Azienda Torre Rosazza
Azienda Torre Rosazza

Torre Rosazza: abbiamo effettuato una degustazione dedicata a due vitigni profondamente legati alla identità produttiva dell’Azienda: Pinot Grigio e Friulano. Due varietà diverse per storia, percezione e natura, ma accomunate dalla capacità di interpretare con precisione i Colli Orientali del Friuli nel tempo.

La degustazione prende avvio dal Pinot Grigio, con le tre annate del Friuli Colli Orientali Doc Pinot Grigio Riserva Bandaros 2023, 2022 e 2021, per poi proseguire con il Friuli Colli Orientali Doc Pinot Grigio 2024, 2022 e 2018. Nella seconda parte il racconto si sposta sul Friulano, prima attraverso le tre annate del Friuli Colli Orientali Doc Friulano Riserva Masiero 2023, 2022 e 2021, quindi con il Friuli Colli Orientali Doc Friulano 2023, 2019 e 2018.

La scelta di iniziare dalle Riserve è significativa: non si tratta solo di presentare le etichette più recenti del progetto aziendale, ma di mettere subito al centro la domanda più importante: quanto possono evolvere i grandi bianchi friulani quando nascono da terroir vocati e da una vinificazione pensata per promuoverne la longevità?

Torre Rosazza si trova poco sopra Oleis di Manzano, in un paesaggio segnato da vigneti terrazzati, dalla vicinanza dell’Abbazia di Rosazzo e dalla presenza di Palazzo De Marchi, sede storica e punto di riferimento della cantina. La sua identità nasce dal confronto diretto fra vitigni autoctoni friulani e varietà di matrice mitteleuropea, interpretate attraverso la conoscenza della Ponca e delle diverse parcelle aziendali.

Il tema delle Riserve è centrale nel percorso recente della cantina. Nel 2024 Torre Rosazza ha introdotto il Friulano Riserva Masiero e il Pinot Grigio Riserva Bandaros, presentandoli come espressione della longevità dei bianchi friulani e come vini nati da una selezione accurata di vigneti capaci di sostenere affinamento ed evoluzione.

Il Bandaros Pinot Grigio Riserva nasce a Manzano, da vigne a 100 m slm, con affinamento in cemento e successivi dodici mesi in bottiglia. Il vigneto Bandaros è collocato in una conca naturale circondata dai terrazzamenti, soleggiata nelle ore centrali e leggermente ombreggiata nel pomeriggio: una condizione che favorisce escursione termica e maturazione più misurata. 

 

Pinot Grigio

Bandaros
Bandaros

 

Bandaros Pinot Grigio Riserva 2023

È la Riserva più giovane della verticale: paglierino scarico con riflessi dorati, profilo di pera Williams e fiori bianchi, sorso teso, salino, con buon corpo e acidità composta.  Affinamento in cemento e 12 mesi in bottiglia.

Bandaros Pinot Grigio Riserva 2022

Qui il registro appare più maturo: paglierino tenue con riflessi dorati, pera, richiami tropicali dolci, mango, ingresso delicato e finale sapido e persistente.  Fermentazione in cemento, bâtonnage sulle fecce nobili e 12 mesi di bottiglia.

Bandaros Pinot Grigio Riserva 2021

È l’annata più evoluta tra le tre Riserve: mantiene la linea della pera e del frutto tropicale, ma con una maturità più distesa. In bocca resta delicato, agrumato, sapido e persistente. È interessante per capire la tenuta nel tempo del progetto Bandaros.

Pinot Grigio 2024

La versione DOC nasce da vigne di circa 20 anni sulle colline di Manzano, tra 130 e 170 m s.l.m., su Ponca, con 6 mesi in acciaio e 2 mesi in bottiglia. Il 2024 ha colore giallo paglierino con riflessi dorati, naso floreale che vira verso mela e pera matura, bocca morbida, buon corpo, freschezza acidula e buona persistenza. 

Pinot Grigio 2022

Stessa impostazione tecnica del 2024, con 13% vol. e 5,7 g/l di acidità totale. Nel bicchiere rivela colore paglierino con riflessi dorati, al naso ha note floreali, mentre in bocca si sprigionano i sentori di mela, pera matura, corpo morbido e freschezza.

Pinot Grigio 2018

Vigne di 20 anni, Ponca, 6 mesi in acciaio e 2 mesi in bottiglia, 13% vol. e acidità totale 5,7 g/l.  Nella degustazione si rivela soprattutto la tenuta evolutiva: integrità del frutto, note mature, persistenza e freschezza residua.

 

Friulano

 





Masiero
Masiero

La seconda parte della degustazione è destinata al Friulano, vitigno che in Friuli ha un valore identitario fortissimo. Con il Masiero Friulano Riserva 2023, 2022 e 2021 si entra in una dimensione più ampia e materica. Il Masiero nasce da un vigneto posto a 140 metri sul livello del mare, con vigne di dodici anni, e affina tra tonneaux, acciaio o cemento, seguiti da dodici mesi in bottiglia. Il press kit ne indica una longevità di 8-10 anni. 

Masiero Friulano Riserva 2023

È la Riserva più giovane del Friulano. Nasce nel vigneto Masiero, su ponca, con 4 cloni diversi di Friulano, macerazione pellicolare di 8-10 ore, fermentazione in cemento o acciaio, affinamento tra tonneaux, acciaio/cemento e 12 mesi in bottiglia. Nel bicchiere è giallo verdolino carico con velature dorate; al naso erbe aromatiche, pesca bianca e mandorla fresca; in bocca è teso, salino, caldo, con struttura agile e finale persistente.

Masiero Friulano Riserva 2022

Colore giallo paglierino carico con velature dorate. Al naso profumi intensi, con sentori agrumati e minerali, mandorla e fiore bianco di sambuco. In bocca è avvolgente, con struttura importante, calore e persistenza. 

Masiero Friulano Riserva 2021

È la prima annata della Riserva Masiero. Raccolta manuale nella terza settimana di settembre, macerazione pellicolare, fermentazione controllata e lungo affinamento. Il profilo degustativo è in linea con il 2022: paglierino carico, velature dorate, agrumi, mineralità, mandorla, sambuco, bocca avvolgente e persistente.


Friulano 2023


Friulano
Friulano

La versione DOC nasce da vigne di 10-30 anni sulle colline di Manzano, tra 130 e 170 m s.l.m., con 4 mesi in acciaio e 2 mesi in bottiglia. Il 2023 è giallo chiaro vivo, con profumi netti di fiori di campo, gelsomino, pera, incenso e zafferano. In bocca è compatto, vibrante, di buona struttura e persistenza, con nota minerale che porta sapidità in chiusura.

 

Friulano 2019

Friulano da vigne di 10-30 anni, Ponca, 4 mesi in acciaio e 2 mesi in bottiglia, 13% vol. e acidità totale 5,7 g/l. Lo valutiamo come  annata intermedia, confermando tenuta della freschezza, evoluzione della mandorla e  comparsa di note più mature.

Friulano 2018

Qui il Friulano lavora su profondità e persistenza. Le note percepibili sono agrumate e minerali, con sentori di mandorla e un richiamo delicato al sambuco; al sorso risulta avvolgente, strutturato, caldo e persistente. È una lettura del Friulano che non rinuncia alla sua natura, ma la allarga, portandola verso una maggiore complessità.

 

Conclusioni

Nel complesso, la degustazione esplicita un racconto molto chiaro: Torre Rosazza non presenta il Pinot Grigio e il Friulano come semplici bianchi di territorio, ma come vini capaci di misurarsi con lunghi affinamenti. Le Riserve Bandaros e Masiero rappresentano la parte più ambiziosa del progetto; le versioni Friuli Colli Orientali Doc, soprattutto grazie al confronto fra annate giovani e annate più mature, confermano quanto il tempo possa essere uno strumento prezioso anche per vini che troppo spesso vengono raccontati solo nella loro giovinezza. La parte più interessante è il confronto tra Riserva e non. Le riserve lavorano sul tempo, sulla struttura e sulla persistenza: Bandaros attraverso cemento, bâtonnage e bottiglia; Masiero attraverso ponca, macerazione pellicolare, affinamento più articolato e una maggiore ambizione gastronomica. Le versioni non Riserva, invece, permettono di leggere il vitigno in modo più diretto: Pinot Grigio su frutto, morbidezza e freschezza; Friulano su fiori, mandorla, mineralità e sapidità.

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