Mauro Veglio debutta nel mondo del bianco con il Timorasso
- La Redazione

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Un nuovo capitolo per la cantina di La Morra, tra identità territoriale e visione futura

Dopo oltre trent’anni di storia legata ai grandi Barolo, la cantina Mauro Veglio apre un nuovo capitolo con il suo primo vino bianco: un Timorasso in purezza, nato nei Colli Tortonesi e destinato a entrare in commercio a partire dal 2026.
Una scelta tutt’altro che casuale. «Se dopo tanti anni abbiamo deciso di produrre un bianco – racconta Alessandro Veglio – è perché crediamo profondamente nel Timorasso e nel suo potenziale, soprattutto in termini di evoluzione nel tempo. Non avremmo mai preso in considerazione un vitigno non autoctono».
Il progetto nasce nel 2021 da un’opportunità che è diventata anche una scelta di cuore. Il primo vigneto apparteneva infatti al padre di Roberto, cantiniere dell’azienda dal 2009, originario di Tortona e oggi figura chiave del team. Da lì l’idea di investire su un vitigno identitario del territorio tortonese, capace, come il Barolo, di raccontare il tempo.

Il vigneto
Il Timorasso di Mauro Veglio nasce da un appezzamento unico e accorpato, diviso tra i comuni di Sarezzano e Monleale, nel cuore dei Colli Tortonesi. Tra il 2021 e il 2022 sono stati piantati poco più di 2 ettari, mentre la restante parte del terreno è già stata preparata per un nuovo impianto previsto nella primavera del 2026, che porterà la superficie complessiva a circa 3,5 ettari.
Pur trattandosi di un’unica collina, la proprietà è il risultato dell’acquisizione di tre diversi appezzamenti, scelta fatta con l’obiettivo di riunire l’intero versante e valorizzarne la diversità di esposizioni e suoli.Una parte del vigneto è esposta a sud, con terreni più calcarei e strutturati, caratterizzati da un’alta presenza di tufo, capaci di conferire profondità e struttura al vino. Un’altra porzione guarda invece a est–sud-est, con suoli in parte argillosi, in grado di garantire una maggiore freschezza e una buona acidità.
La combinazione di queste caratteristiche è stata cercata e voluta fin dall’inizio, con l’idea di ottenere un Timorasso equilibrato, complesso e capace di esprimere al meglio il dialogo tra struttura, tensione e bevibilità.

Denominazione e vinificazione
La prima annata, 2024, uscirà con la denominazione Colli Tortonesi Bianco, pur trattandosi di Timorasso in purezza. L’obiettivo dichiarato è quello di rivendicare in futuro la DOC Derthona, non appena possibile.
La vinificazione prevede una breve macerazione sulle bucce di circa 12 ore, seguita da fermentazione alcolica e affinamento in acciaio con bâtonnage sulle fecce fini. Dopo l’imbottigliamento, il vino riposa almeno 10–12 mesi in bottiglia.
La produzione iniziale sarà volutamente limitata: circa 3.300 bottiglie per la prima annata, con l’obiettivo di arrivare progressivamente a 10–12.000 bottiglie.
Il vino
Il Timorasso di Mauro Veglio si presenta con buona struttura e persistenza, accompagnate da mineralità, sapidità e acidità ben definite. Una freschezza centrale, oggi elemento chiave anche nello stile dei rossi aziendali, che rende il vino già piacevole ma promette una grande capacità di evoluzione.
«È un vino gastronomico – spiegano in cantina – che dà il meglio di sé a tavola, condiviso, come viviamo noi il vino ogni giorno».
Uno sguardo al futuro
Per Mauro e Alessandro Veglio questo Timorasso rappresenta una nuova sfida coerente con il percorso aziendale: dopo aver lavorato per anni sull’espressione dei diversi terroir del Barolo, era arrivato il momento di misurarsi con un grande bianco piemontese.
Un vino che guarda anche alle nuove generazioni di appassionati, senza perdere profondità e identità, e che sarà presentato ufficialmente nel corso del 2026, con l’obiettivo di debuttare in occasione di Vinitaly.




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